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Il percorso della mostra

1. All’origine dell’esperienza cristiana non c’è una nostra decisione, ma una iniziativa di Dio che ci attrae a sé. Così è stato per san Francesco il cui cammino è partito «dallo sguardo di Gesù sulla croce».

2. Il frutto della sequela di Cristo è la pace, «che ha la sua sorgente in Dio» così da renderci «strumenti di pace», ricostruttori di dimore abbattute e di unità laddove «il male opera, fa il suo lavoro». Ma «Dio è più grande del male»: «Questo è il Vangelo, la Buona notizia: l’amore di Dio ha vinto!». Restituito alla comunione con Dio, l’uomo ritrova l’armonia con il creato di cui Francesco è stato il grande cantore perché, come un vero innamorato, coglieva il segno e la presenza operosa di Dio in ogni sua fibra.

3. La fede non è appena un fatto personale, intimo; in quanto cambia il cuore dell’uomo, trasforma la città, la convivenza tra gli uomini, il mondo: «Francesco ha fatto crescere la fede, ha rinnovato la Chiesa; e nello stesso tempo ha rinnovato la società, l’ha resa più fraterna, ma sempre col Vangelo, con la testimonianza».

4. Una vita così non è vinta dalla morte; «l’Amore non muore, anzi sconfigge il male e la morte», genera umanità. Dio si è fatto carne, ha condiviso e abbracciato l’umanità nella debolezza della carne. È questa la strada attraverso cui si genera la nostra umanità, chiamata a sua volta ad essere «madre», a «dare vita».

5. In tempi in cui la fede sembra essere sempre più lontana dalla mente, dal cuore, dalla vita degli uomini e della società, il Papa ci indica l’unica strada attraverso la quale essa può tornare a fare breccia: la testimonianza.